venerdì 27 novembre 2015

• Bob SERT si siede alla batteria dei De Rapage! •



Va bene. Veniamo alla grande novità dell'anno. 
Da un po di tempo il nostro eccelso batterista Jimmy, reduce dal titolo di Miss Rockmontepiano, sentiva il richiamo del mondo del fashion. Strutto (participio passato di struggere) dal continuo tira e molla fra il mondo della musica e quello delle passerelle, Jimmy appende temporaneamente le bacchette e decide di collaborare con i De Rapage in veste più ristretta, perché tanto la vostra band preferita non ha intenzione di mollarlo. 
Purtroppo però rimpiazzarlo si faceva sempre più necessario e, alla fine della fiera, il gruppo decide di affiggere annunci in luoghi tipicamente frequentati da musicisti, come negozi di strumenti, manicomi, fruttivendoli, gay bar e SERT.
Dopo alcune audizioni  infruttuose, fra le quali ricordiamo quella di Mitch Mitchell (Jimi Hendrix Experience, morto qualche giorno dopo per la delusione) e Dave Grohl (Nirvana, Foo Fighters, Them Croocked Vultures), i De Rapage cominciano a perdere le speranze, convincendosi a mollare la musica in favore della prostituzione.


Ma proprio quando tutto sembrava andare a troie, l'ultimo della lunga lista di batteristi si presenta in sala prove, visibilmente rilassato (poi svelerà di aver appena cacato).
Proveniente da Los Angeles (almeno a sua detta), Bob SERT (Poison, Status Quo, Lady Gaga, Mary L'Immenson) si trova subito a sorprendere gli spaesati De Rapage suonando con due siringhe nel braccio. 
Dopo profonde inalazioni di elio e popper, Bob racconta in una breve intervista i suoi grandi amori: il cinema porno, la cicirchiata, Los Angeles, Lady Gaga (con la quale la collaborazione finisce dopo che Bob, strafatto, le fa lo sgambetto durante un concerto al Madison Square Garden, deridendola e sfottendola per 23 minuti), Tommy Lee (con cui sembra abbia vinto a tressette il torneo mondiale di San Francisco) e, soprattutto, la droga.
Proprio questo fa scattare l'amore fra lui e la band: con la scusa di fargli conoscere Droga e Puttane, Bob SERT entra felice nei De Rapage, almeno fino al giorno in cui scoprirà che Droga e Puttane non è che il titolo di un album. 
Ma tutti dubitano che quel giorno arrivi presto.

giovedì 2 luglio 2015

Droga e Puttane • Il nuovo album dei De Rapage!


Quanto tempo è passato dall'ultimo disco dei De Rapage? Troppo poco, risponderete, dato che sono anni che questi smargiassi un po' cafoni tentano di propinarvi i loro discutibili prodotti.
Ma ieri, 1 luglio 2015, questi 5 cazzoni hanno deciso di rovinare le vostre giornate con il loro nuovo album, dal titolo inequivocalbile, DROGA E PUTTANE. Droga. E. Puttane.
I più puritani già si cacano sotto e gridano al rogo, insieme a quelli che marciano contro i gay e gli immigrati, innalzando bandiere con una croce cattolica distorta che sembra una svastica.


Tralasciando il fatto che Droga e Puttane sono parole di uso comune, vi sveliamo che questo è il primo LP dei De Rapage con un bassissimo numero di parolacce, e già molti dello zoccolo duro gridano al rogo e sfilano in piazza con i greci che manifestano per il referendum.

Quelli dello zoccolo duro sono sempre stati un po' confusi.



Purtoppo per chi voglia cimentarsi con l'ascolto di questo disco, dovrà farlo sentendolo per intero; questo è un concept album. Per chio non sapesse cosa stiamo dicendo, viene invitato a spararsi direttamente o informarsi su uichipidia, altrimenti qui.

La storia è quelal di Giovanni Latruffa, (non più) giovane cazzone che insieme al suo amico albanese passa le serate ubriacandosi e terrorizzando pedoni con una vecchia Simca. 
Una notte, in uno dei loro consueti giri, troppo ubricachi vengono travolti da un treno ma Gesù, in vena di buone azioni, decide di apparire a Giovanni in punto di morte e di offrirgli la possibilità di continuare a vivere, a patto di fare del buon rock'n'roll e di rimanere fedele alla musica vera.


Giovanni prende così il nome di Johnny Swindle e, pensando solo al suo personalissimo guadagno che traduce in droga e puttane, sperimenterà gavetta e successo passando fra coverband, manager potenti, sconfitte, rivalse, compromessi e diarrea, prima di arrivare all'inevitabile quanto inaspettata conclusione... Inosmma, una troiata di quelle grosse.




Il disco verrà distribuito in sharing completamente gratuito, ed in fondo troverete le iconcine da cliccare per l'ascolto.
Se desiderate un cd non avete altro da fare che venire ai nostri concerti per averlo: purtroppo per voi non ci saranno altri modi! Non ve lo portiamo a casa, né in giro, né al bar, né al cesso: solo ai concerti.
In seguito all'edizione "base" se ne aggiungerà un'altra deluxe, questa solo acquistabile, con una sorpresona all'interno, ma per ora...


12 brani ufficiali, 11 intermezzi e 2 ghost tracks per il disco definitivo dei De Rapage! Non perdetelo, cazzoni! Basta cliccare sulle cazzo di icone qui sotto!



E dite a quelli dello zoccolo duro di ascoltare tutto per ricredersi, fino in fondo, e di tornare dalla Grecia.





  





venerdì 22 maggio 2015

De Story Of: il documentario di cui non ve ne dovrebbe fregare un cazzo



Dopo aver ottenuto da Courtney Love il fucile di Kurt Cobain con cui hanno fatto suicidare degli hacker vegani, i De Rapage hanno costretto il famoso regista samurai Startakko  a realizzare un documentario su di loro .

Ne è uscito fuori De Story Of , presentato in anteprima al B&B di un amico loro e su Tu-tubo, documentario che mette insieme interviste al quintetto chietinese ad altre band del cazzo, ricostruzioni storiche e materiali di varissima natura per cercare di ricostruire il ritratto di una band, del genio e del tempo sprecato, dell'inutilità e della depravazione.


Partendo dalla nascita e dal rapporto tormentato con la fama fino ad arrivare al successo e al crollo psichico dopo Droga & Puttane, il lavoro è encomiabile dal punto di vista realizzativo e artistico, e la titanica impresa di far fare qualcosa ai De Rapage che non sia dire parolacce o violentare strumenti è stata un successo. 





Il Trailer


Il Documentario Completo

sabato 15 novembre 2014

Manuel Agnelli scrive ai De Rapage


Mentre speculazioni e rumors si susseguono sulla nuova fatica dei De Rapage in quel di Teate (Mirgikistan), da Milano una voce si alza per chiedere aiuto. Il grido è quello di Manuel Agnelli, uno che non ha bisogno di presentazioni e che si è sempre fatto un mazzo tanto per la scena alternativa italiana. Ora però lo storico leader e fondatore degli Afterhours sta passando un periodo non molto entusiasmante: due dei suoi storici collaboratori, Prette e Ciccarelli, hanno deciso di abbandonare il gruppo più "in" della scena rock italiana lasciando in un mare di bhò? il milanese col capello fluente.
La crisi che ne sta seguendo è ovviamente epocale per il gruppo, e la sua voce e mente ora si trova a dover trainare la carretta non in solitudine ma quasi. Dopo giorni di ubbie e bestemmioni in milanese, Manuel impugna la penna e comincia a scrivere quello che poi sarebbe diventato il celebre comunicato che appare sul sito degli After per celebrare chi va e chi resta. Ma non tutti sanno che quel testo, originariamente, era per la gran parte una lettera indirizzata ai De Rapage e poi trasformata in una versione più edulcorata per il pubblico della band della Madunina. Di seguito il testo originale della lettera (che comprende anche la foto autografata di cui sopra), intercettata da un postino drogato che ce l'ha venduta per 12 euro e 23 centesimi :

Quello che è successo quest’anno nelle nostre vite è una cagata incredibile. Un diluvio di merda.

Termina, dopo 5.302 anni, la collaborazione con Ciccarelli e Prette.
Dopo un lunghissimo periodo di tentativi, discussioni laceranti, ripensamenti e contraddizioni, sti figli di puttana mi hanno mollato! Mi hanno mollato, capite?.
Tutto, bello o brutto, eroico o squallido, semplicemente una merda!
Per questo chiedo aiuto.

Sono tempi bui. Non scrivo una parola da secoli e quegli stronzi mi hanno lasciato a piedi.

Non è facile per chi va ma sarà impossibile per chi resta!
Gli Afterhours sono sempre stati un gruppo di persone inquiete e in movimento, e Prette e Ciccarelli ci andavano a comprare il fumo al Leon Cavallo (di lunedì).
Mò chi cazzo ci va? Xabier? Dell'Era? D'Erasmo? D'ERASMO? Ma per favore. A me tocca, a me, Madunina Volante, a ME! Io, che faccio le canzoni degli Afterhours, per Dio! 
Questo mi causa un sacco di problemi. Dicono tutti che sembro uno sbirro in borghese! 

Ogni volta che abbiamo affrontato uno sconvolgimento, ed è successo più di una volta, è stata anche una grande occasione di rinnovamento.
Questa volta però mi sono rotto il cazzo! Non ho più voglia di fare una mazza e non trovo due cristi che rimpiazzino quegli stronzi! Abbiamo preso due turnisti (Rondanini e Pilla) e li devo pure pagare! 

Volevo quasi mollare l'altro giorno, andarmene da Milano e venire a trascorrere i miei ultimi anni a Chieti, fare dischi da solista con lo pseudonimo di 'Gnello O'Milanese, scrivere poesie e ubriacarmi tutti i giorni al Bar di Gianni.

Ma poi ho letto che stavate per far uscire un nuovo disco. Grazie a questo ho deciso di restare e perseverare. Voi siete il mio esempio, scusate lo sfogo.

Con amore

AFTERHOURS

Manuel Agnelli


martedì 11 novembre 2014

Si chiamerà DROGA e PUTTANE il nuovo disco dei De Rapage, in uscita nel 2015



L'indiscrezione è trapelata ieri sera ai microfoni di "Scugnizzi della Madonna", settimanale di gossip tamarri: il nuovo disco dei De Rapage si chiamerà Droga e Puttane e sarà in uscita nel 2015. 
Non è ancora chiaro quale sarà il tema affrontato dal quintetto teatino nella sua sesta fatica, dopo un discusso disco di cover pubblicato nel 2013. Rumors di merda provenienti dal loro entourage (composto prevalentemente da drogati, alcolizzati e omosessuali) dicono che in questo disco verrà narrata la storia, del cazzo anch'essa, di un tappezziere che diventa una rockstar.
Un concept che suona troppo pretenzioso per cinque dementi poveri di concetti alti che invece "Dovrebbero darsi a pezzi scontati con voce all' alzheimer tipo Vasco, o scrivere rime senza senso con una puttana di mezzo stile Ligabue o ancora fare un cut-up di stati Facebook come fanno Kutso, Caparezza e compagnia bella" come sostiene Claudio Cicchetto, noto dj ubriacone di Ibiza.
Cosa sarà solo loro lo sanno.
Tutti siamo sicuri che si tratterà, al solito, di merda. D'autore però.

martedì 24 giugno 2014

Nuove T-shirtzzzz dei De Rapage da Sberle!


Le nostre nuove t-shirtzzzzz! Le volete? Le volete? No? Andate a fare shopping affanculo allora.
Giù due modelli che si sono offerti di sfoggiarle. Solo che si vergognavano così tanto che li abbiamo dovuti oscurare.







mercoledì 18 giugno 2014

Reverendo Terrore • Il backstage

Siccome lo abbiamo prodotto ad ottobre ma abbiamo bisogno di tempo per metabolizzare, oggi abbiamo deciso di rivelarvi tutti i misteri e le curiosità associate al nostro primo video, Reverendo Terrore.
Voi direte "Scusate ma che cazzo ce ne frega, manco foste i Muse", ma noi non siamo i Muse, fortunatamente. Quindi leggete e non rompete i coglioni.



I nostri potenti mezzi. Il play back era fatto con questa incredibile radio anni 90 rubata ad un bambino bisognoso. Trovare le pile è stato un dramma degno di Shakespeare. 


Originariamente Lu Nterteng si vergognava a girare il video e voleva che Franco Franchi interpretasse il suo ruolo. Dopo settimane a spiegargli che Franco Franchi era morto da un pezzo, accettó con riluttanza ad apparire.


Il Jimmy che vedete nel video non è in realtà quelli che tutti conoscono, ma un certo Dragan Muccazzi, pastore macedone arruolato per caso in loco e pagato in droga e sesso con Schillagi. Nessuno sa perché il vero Jimmy non si sia mai presentato. Molti speculano sul fatto che il pastore e macedone occupi ancora il seggiolino del batterista dei De Rapage.

 

La splendida sedia con i teschi è stata realizzata da Teschio Urbano, ed è stata oggetto di disputa su chi avrebbe dovuto occuparla durante la cena.


Nella prima stesura della sceneggiatura, il ruolo di Reverendo Terrore doveva essere di Johnny Depp. Durante una cena di lavoro a base di arrosticini e Montepulciano, però, il bellimbusto americano vomitó così tanto che Zappa ed El Fiku non lo ritennero degno della collaborazione.


Questo è Maurizio Schillaci. Non aggiungiamo altro.


E questo è un video di scarsissima qualità che illustra le nostre peripezie cinematografiche.

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